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Alimentazione. Erbe e rimedi naturali: rischio danni a fegato e reni

L’allarme è stato lanciato da una revisione australiana sul rischio di danni a carico di reni e fegato dovuti alla presenza di sostanze tossiche, pesticidi, steroidi, antibiotici. Non sempre ciò che è naturale è sicuro o innocuo. Lo dimostrano ricercatori australiani che invitano alla cautela e al consumo controllato.

Per quanto naturali, erbe e medicamenti, possono contenere sostanze chimiche tossiche e metalli pesanti i cui effetti si ripercuotono sugli organi, come il fegato e i reni.

È quanto dimostra una meta-analisi condotta dall’Università di Adelaide su cinquantadue studi, i cui risultati sono stati illustrati sulle pagine della rivista Medical Journal of Australia. “La generale assenza di segnalazioni di effetti collaterali tossici di erbe medicinali utilizzate nelle società tradizionali è spesso citata in favore della loro sicurezza. Tuttavia, la mancanza di osservazioni sistematiche ha fatto sì che anche gravi reazioni avverse, come ad esempio l’insufficienza renale e danni al fegato causati da alcune specie vegetali, non venissero riconosciute fino a poco tempo fa” ha detto Roger Byard, professore di patologia presso l’Università di Adelaide, responsabile dello studio. 

Ciò che manca, secondo i ricercatori che hanno condotto la revisione, è una regolamentazione supportata da controlli puntuali e severi da parte della Therapeutic Goods Administration (TGA), l’ente controllore in Australia dei farmaci. Occorrono test indipendenti sulle erbe medicinali prima della loro immissione sul mercato e provvedimenti legali in caso di non conformità alle normative. I ricercatori sottolineano anche un mancato monitoraggio dei prodotti una volta introdotti sul mercato.

Regolamentazione che si rende necessariamente più precisa visti i numeri legati al consumo di queste sostanze: si stima infatti che circa il 70-80% della popolazione mondiale faccia ricorso all’uso di queste sostanze.

La convinzione generale che questi rimedi non abbiamo valenze farmacologiche, spiegano gli autori della revisione, induce chi li consuma ad assumerli anche in combinazione con trattamenti farmacologici, senza darne comunicazione al proprio medico. Ciò che si ignora però, commentano gli autori è un dato fondamentale circa l’interazione, a volte in modo prepotente, con i farmaci e anche tra loro.

Inoltre, erbe e rimedi naturali possono contenere potenti tossine, utilizzate dalle piante in natura per avvelenare i predatori. 

Nel corso della revisione il team di ricercatori ha messo in evidenza il rischio adulterazione dovuto a sostanze pericolose aggiunte per potenziare l’effetto: maggiore nel caso in cui questi prodotti vengano acquistati online. Ne è un esempio il caso di prodotti erboristici importati da Taiwan: il 25% di questi conteneva farmaci. In un altro caso, in generale, nei rimedi sono stati trovati antibiotici, sostanze psicoattive e anche steroidi; un altro studio ha rivelato un’eccessiva quantità di cadmio, piombo e arsenico nei preparati della medicina cinese. 

Come riportato da La Stampa, la mancanza di etichette con l’esatta lista degli ingredienti non aiuta i consumatori nella scelta consapevole. Anche in presenza di etichette, non è facile districarsi, in quanto, ricordano gli esperti, i preparati a base di erbe sono spesso una miscela complessa di composti chimici difficilmente caratterizzabili e in cui il componente attivo può non essere riconosciuto dai non esperti.

In attesa che gli organi competenti applichino misure di controllo più restrittive e, si spera, non eccessivamente tardive, è sempre consigliabile scegliere di consumare un rimedio naturale o erbe che siano sotto il parere del medico, con la tempestiva comunicazione nel caso di assunzione in associazione con farmaci.

 
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