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Caseificio Passalacqua

Alimentazione. Obesità: il piatto è convesso e ondulato

Ecco il piatto anti-obesità, o le posate che pesano 1 chilo: "Così si mangia di meno". Idea intelligente e innovativa del giovane designer Nauris Cinovicsn. Riconosciute caratteristiche valide dal Congresso Europeo sull'Obesità.

La nuova struttura del piatto inganna l'occhio, contiene meno cibo e rende difficile il pasto. Questo ha fatto dell'invenzione del designer Nauris Cinovicsn, un'idea che potrebbe aiutare nella lotta contro un'epidemie ritenuta globale: l'obesità. In Italia i numeri non lasciano spazio a ipotesi alternative, siamo un popolo di obesi: più del 35% degli adulti italiani è ormai in sovrappeso, una persona su dieci è obesa, e più in generale oltre il 45% della popolazione sopra i 18 anni si porta dietro qualche inutile chilo di troppo. Problema che va ben oltre l'aspetto estetico. Il giro vita e i suoi centimetri sono il termometro della nostra salute. E come tutti gli eccessi alla fine della corsa c'è solo l'impatto con il conto che la salute presenta: aumentano il rischio di patologie cardiovascolari, di tumori, di diabete, tanto per citare i più gravi.
Durante l'European Congress on Obesity di Porto, il designer lituano Nauris Cinovics ha forse trovato una soluzione ingegnosa contro la grande abbuffata.
Il piatto con la sua forma bizzarra, ingannando l’occhio, produce l’impressione di mangiare più di quanto non si abbia effettivamente nel piatto.
Sentendosi già sazio, chi non riesce a desistere al proprio appetito, potrebbe così deporre le armi. Infatti la creazione di Cinovics, che ha entusiasmato gli esperti partecipanti al Congresso, nasce proprio da un'analisi della dipendenza da cibo e appetito. Ideato per la tesi di laurea per la Art Academy of Latvia (l’accademia d’arte lituana), il piatto consente al cervello di guadagnare tempo, quel tempo che gli serve per realizzare il senso di sazietà. Rendere il momento del pasto, oggi fin troppo facile e veloce, più faticoso può aiutare quindi a mangiare meno e a lasciare che il tempo aiuti a riflettere sulle errate abitudini alimentari.
“Attualmente – spiega Cinovics a Repubblica – si tratta ancora di un prototipo. Ma presto inizierò a testarne l’efficacia: penso a esperimenti di un paio di settimane, in cui dei volontari metteranno alla prova i miei piatti confrontandoli con quelli tradizionali, annotando la quantità di cibo consumata in una giornata. Spero di pubblicare i risultati di questa ricerca entro la prossima estate”.
Non solo piatti, il primo esperimento di Cinovics ha riguardato le posate. Di 'design', come le definiremmo, ma del peso di circa un chilo e trecento grammi l’una. Tali da rendere un pasto in un’esperienza lunga e faticosa.
“Dopo avere realizzato le posate – continua Cinovics – mi sono reso contro che dovevo andare oltre, e creare anche un piatto che aiutasse a cambiare le abitudini alimentari di chi lo utilizza”.

 
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