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Caseificio Passalacqua

Alimentazione. Patatine fritte: consumo frequente associato ad un aumento del rischio di mortalità

Due volte a settimana e si raddoppia il rischio di mortalità, questa è la frequenza che fa delle patatine una minaccia globale per la salute dell'organismo. È quanto emerge da uno studio pubblicato dall''American Journal of Clinical Nutrition' e rilanciato dal 'Time'.

Il consumo di patate fritte due o più volte la settimana può aumentare, fino a raddoppiare, il rischio di mortalità negli adulti.
Una equipe di studio composta da ricercatori stranieri e del Cnr - Università di Padova, ha studiato, per 8 anni, gli effetti del consumo di questo alimento su 4.400 nordamericani tra 45 e 79 anni. Alla conclusione dello studio, i decessi registrati sono stati 236.
I ricercatori, dopo aver valutato i diversi fattori di rischio, hanno puntato l'attenzione sulle patate fritte che, mangiate con frequenza, hanno mostrato un impatto fortemente negativo sulla salute. Ulteriori studi più grandi devono essere eseguiti per verificare se il consumo complessivo di patate è associato a un rischio di mortalità più elevato, al momento il dito è puntato solo verso quelle fritte, già finite nel mirino della Jecfa (Joint Fao/Who Expert Committee on Food Additives), secondo la quale tra i principali prodotti alimentari coinvolti nel rischio di formazione di acrilammide rientrano proprio le patate fritte a bastoncino pronte al consumo, patatine fritte cips, caffè, biscotti e pasticcini. A tal proposito, l'indagine dello Studio Abr si è svolta sulla selezione di "6 campioni di patatine fritte a base di patate confezionate, scelte in maniera casuale. Le confezioni acquistate, integre e in perfetta shelf-life rispetto alla data di scadenza, sono state portate nel laboratorio chimico merceologico - Camera di Commercio Riviere di Liguria e analizzate. L'analisi è stata condotta su campioni di "Amica Chips Eldorada, Carrefour classiche, Crocchias classiche terranica, Lays classiche senza glutine, Patasnack classica senza glutine, San Carlo 1936". Tre marche su 6, cioè il 50% dei campioni, presentavano concentrazioni superiori ai valori consigliati dalle Linee guida europee dell'Efsa che esistono per indicare parametri ben chiari da rispettare e che quindi sarebbe consigliato non superare (1.000 mcg/Kg). “Le tre marche sono: Amica Chips Eldorada, Crocchias classiche terranica e Carrefour classiche. Invece i marchi Lays classiche senza glutine, Patasnack classica senza glutine e San Carlo 1936 sono risultate perfettamente in linea con le raccomandazioni”, è quanto si legge nell'indagine.

 
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