Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti: cliccando OK, proseguendo nella navigazione o interagendo con la pagina acconsenti all'utilizzo dei cookie. Informativa

Italian Arabic Bulgarian Chinese (Simplified) Chinese (Traditional) Czech Danish Dutch English French German Greek Japanese Korean Norwegian Polish Portuguese Romanian Russian Spanish Swedish Turkish Ukrainian

Caseificio Passalacqua

Alimentazione. I mirtilli rossi potenziano i batteri buoni dell'intestino

E' quanto dimostrato da uno studio statunitense recentemente pubblicato sulla rivista Applied and environmental microbiology. “Oltre a nutrire noi, gli alimenti che assumiamo quotidianamente nutrono anche i microrganismi che vivono nel nostro intestino, fondamentali per la salute”.

Grazie ai finanziamenti della Ocean Spray Inc., consorzio produttore e distributore di frutta e che ha fornito la materia prima per la ricerca, lo studio, svolto in laboratorio su un gruppo di batteri buoni - i bifidobatteri, ha dimostrato che uno zucchero, lo xiloglucan, presente nella parete dei mirtilli rossi rappresenta un cibo gradito per i bifidobatteri. I batteri buoni, quando lo consumano, cominciano a produrre acido formico e meno acido lattico come invece fanno di solito.
"Grazie agli xiloglucani, zuccheri presenti nella parete delle cellule dei mirtilli rossi, i bifidobatteri (batteri buoni dell'intestino) riescono a crescere bene e modificano il loro metabolismo producendo sostanze diverse da quelle abitualmente prodotte". È quanto afferma il gruppo di ricerca in un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Applied and environmental microbiology.
“Oltre a nutrire noi, gli alimenti che assumiamo con la dieta quotidiana servono anche a nutrire la folta schiera di microrganismi che vivono nel nostro intestino e che sono fondamentali per la salute e il benessere - spiega David Sela nutrizionista e microbiologo della University of Massachusetts Amherst e coordinatore della ricerca e aggiunge - Negli alimenti ci sono molti prebiotici, ovvero sostanze che noi non riusciamo a digerire ma che sono indispensabili per nutrire "quei bravi ragazzi" che vivono nel nostro intestino, ovvero i batteri buoni che ci aiutano a stare bene”.
I ricercatori gettano lo sguardo in avanti e stabiliscono un nuovo traguardo da raggiungere. Sela e il suo team di ricerca vuole infatti esplorare gli effetti di altre molecole sulla crescita dei bifidobatteri e gli effetti dello xiloglucano su altre popolazioni microbiche.
“Il significato per la nostra salute di questo cambiamento nel metabolismo dei batteri è ancora da esplorare, ma probabilmente è una modifica importante in termini di equilibrio delle specie di microbi presenti nell'intestino – e aggiunge - Questi risultati sottolineano ancora una volta l'importanza dei prebiotici che ci aiutano a nutrire e a modulare la composizione dei piccoli "amici" presenti nell'intestino e potrebbe in futuro avere implicazioni nella produzione di integratori ad hoc per far crescere uno specifico gruppo di microrganismi buoni”.

 
Le Rubriche di Radiopal

Seguici su Facebook

 

Seguici su Twitter

Scarica l'app

Entellano

 

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter!
Privacy e Termini di Utilizzo

 

RADIOPAL