Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti: cliccando OK, proseguendo nella navigazione o interagendo con la pagina acconsenti all'utilizzo dei cookie. Informativa

Italian Arabic Bulgarian Chinese (Simplified) Chinese (Traditional) Czech Danish Dutch English French German Greek Japanese Korean Norwegian Polish Portuguese Romanian Russian Spanish Swedish Turkish Ukrainian

Caseificio Passalacqua

Alimentazione. Glutammato: l'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha abbassato la dose

Si ricalcolano le dosi sicure per alcuni additivi alimentari. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha rilevato che l'esposizione agli additivi alimentari a 'base' di glutammato supera considerevolmente la dose giornaliera ammissibile. Con conseguenze per la salute.

L'acido glutammico, uno degli amminoacidi non essenziali presenti nel nostro corpo e uno dei più abbondanti in natura, corrisponde al quinto gusto: l'umami. E per questa caratteristica, l'acido glutammico e tutti i suoi sali derivati, vengono utilizzati come additivi alimentari nelle nostre tavole.
Secondo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) l'esposizione agli additivi alimentari a 'base' di glutammato è superiore alla dose giornaliera ammissibile. I valori stimati hanno indotto gli esperti dell'Efsa a raccomandare un riesame dei livelli massimi consentiti: 30 mg ogni chilo di peso corporeo è la dose giornaliera ammissibile, calcolata dagli scienziati in base al dosaggio più elevato al quale non si osservano effetti nocivi negli studi di tossicità, in animali di laboratorio.
L'acido glutammico è presente naturalmente in alcuni alimenti: "Pomodori, soprattutto se essiccati, formaggi, in particolare quelli stagionati come il parmigiano, ma anche salame, estratto di lievito e latte materno contengono acido glutammico, in maniera più o meno consistente", spiega Antonello Paparella, docente di Microbiologia alimentare all'Università degli Studi di Teramo.
Per glutammato invece si intendono i suoi sali, dunque glutammato di sodio, di potassio, di calcio, di ammonio e di magnesio, ampiamente utilizzati dalle aziende alimentari come additivi, data la loro capacità di conferire sapidità agli alimenti: "I dadi utilizzati in cucina, ad esempio, sono molto ricchi di glutammato. Perfino cibi come risotti pronti, minestre disidratate, alcuni surgelati e prodotti liofilizzati contengono glutammato. È dunque compito del consumatore – avverte Paparella – verificare se è presente e in che quantità. Certo, il rischio maggiore è nei paesi orientali, in particolare nella cucina cinese, per l'ampio utilizzo che si fa della salsa di soia, particolarmente ricca di acido glutammico".
Se si eccede con l'assunzione di questo additivo si può incorrere nella comparsa di mal di testa, elevata pressione sanguigna e aumento dei livelli di insulina. "Recentemente alcuni studi tailandesi rivelano come una dieta particolarmente ricca di glutammato, pari a 5 g al giorno, aumenti il rischio di sviluppare la sindrome metabolica e l'obesità", conclude Paparella.

 
Le Rubriche di Radiopal

Seguici su Facebook

 

Seguici su Twitter

... i più letti

Scarica l'app

Entellano

 

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter!
Privacy e Termini di Utilizzo

 

RADIOPAL