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Caseificio Passalacqua

Lode agli amici

“Che c’è di più dolce che avere qualcuno con cui parlare come con se stessi?”, domanda Cicerone nel dialogo filosofico “Laelius de amicitia”, per affermare che l’amicizia è il bene più prezioso che abbiamo dopo la sapienza.

L’amicizia è un sentimento che nutriamo per noi stessi, nei confronti di coloro che abitano nel nostro cuore, riguarda anche la sfera pubblica, essendo inclinazione alla comunicazione, all’intesa e al comportamento morale, per cui le persone perbene, corrette migliorano la comunità e la rafforzano dando prova della migliore civiltà.

In nome dell’amicizia ci confidiamo, ci sosteniamo, acquistiamo fiducia in noi stessi e negli altri, ci divertiamo e sorridiamo, ci scambiamo sguardi d’intesa e parliamo lo stesso linguaggio e sappiamo che possiamo contare sull’amico nei momenti di difficoltà. Non ci stupisce il fatto che non si può essere amici se l’interesse per l’altro è finalizzato all’ottenimento di un vantaggio, se i comportamenti assunti sono contrari ai nostri valori morali e alla nostra retta condotta.

La necessità di avere amici è indubbia quanto la necessità di essere amati e di amare, di avvertire il desiderio di parlare con coloro che sono fonte di benessere, di reciproca collaborazione e motivo di coesione sociale. Senza amici anche la vita della persona più agiata risulterebbe meno preferibile a quella di chi si concede in dono prezioso all’amico.

Intanto, avere se stessi come amico è fondamentale per non sentirsi mai soli e senza un interlocutore privilegiato che è l’io quando dialoga tra sé e sé o quando riflette su se stesso o su altro per meglio comprendere. È indubbiamente preferibile essere il migliore amico di se stesso che avere come amico un ipocrita che si pone in ascolto con l’intenzione di schernirci, di opprimerci, di compiere cattive azioni nei nostri confronti. Chi si comporta male nei nostri riguardi dev’essere però compatito e perdonato, dato che ha già a che fare col suo male.

Possiede il senso dell’amicizia chi ha dentro di sé la “Virtus humanitas”, poiché armonizza aspetti umani e divini, con benevolenza e affetto, Secondo Cicerone, “Degno di amicizia è chi ha dentro di sé la ragione di essere amato”, infatti è amabile colui che non agisce per convenienza, ma secondo virtù, ovvero con l’intenzione di fare il bene. Tra gli affetti, l’amicizia è da considerare uno dei più profondi. L’amico infatti mantiene viva la rete delle relazioni umane e le rende pregevoli.

La parola amicizia fa pensare alle affinità elettive di Goethe, alla possibilità di coltivare i rapporti umani al di là delle convenienze e di valorizzare la bellezza e tutti gli aspetti etici da cui affiora il molteplice senso dell’amicizia.

I rapporti umani sono fragili, i social network evidenziano la virtualità delle relazioni, talvolta superficiali e vacue, ma al contempo possono favorire la rete dei contatti e ridurre la distanza se ne facciamo buon uso. Rimane il fatto incontrovertibile che vivere senza amici è impensabile, ma l’amicizia è una relazione attiva, non semplicemente on-line od off-line, dunque reciproca, solidale, complice, schietta, stabile, benevole, rispettosa, terapeutica, sostanziale, tacita, fondamentale per percorrere insieme le tortuose strade dell’esistenza e condividere la bellezza d’esserci conosciuti e di reggere le sfide del tempo, forti della consapevolezza che siamo i migliori amici di noi stessi come i nostri buoni amici ricordano nel momento in cui vacilliamo. Non può sfuggirci che solitudine, malattia, sofferenza non sono condizioni assolute se il senso della fratellanza (della famiglia, della comunità, della democrazia) o dell’antica “philia” le sfida.

Nessuno di noi potrebbe sopportare di non avere amici. Essere amici esprime un insieme etico, sociale e democratico. Ed è degno di lode chi agisce da amico, chi risponde alla chiamata, chi è responsabile, chi è capace di far dono di sé agli altri, chi è affidabile, sensibile e rispettoso e non dimentica mai l’idea alta di “benevolenza reciproca”.

Nell’amicizia non c’è la passione dell’amore, svanita la quale si può essere soggetti alla repulsione o alla rottura, dato che la passione è cieca e non fa vedere le tinte fosche della persona amata. L’amicizia è morale: non ha segreti ed è leale. Ed anche se un amico ti ferisce, si può tornare ad essere amici. L’amicizia, come afferma Aristotele, è “Una sola anima alloggiata in due corpi”; e se essa non dimora in un solo luogo, è soggetta all’erranza.

L’amicizia è un compito difficile, che richiede logiche lontane da quella del calcolo. Al di là dell’essere amico di se stesso, non senza correre il rischio di essere assorbiti dal medesimo, l’amicizia si sottrae alla solitaria e narcisistica stima di sé. Avvertire la mancanza di un amico è ciò che ci spinge alla ricerca dell’altro, di cui abbiamo costitutivamente bisogno, pertanto con gli amici stabiliamo una con-vivenza che ci dà forza. L’amicizia è una risorsa inesauribile. Lode agli amici, per amore dell’amicizia!

 
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