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Caseificio Passalacqua

In mezzo a tutta questa corruzione c’è qualche furbetto che ruba i nostri soldi?

L’Italia è percorsa da nord a sud e da est a ovest da gravi fatti di corruttela. Non passa giorno che le cronache non ci raccontino la scoperta di qualche furbetto, sia esso di quartiere o di città, che, approfittando dell’impunità o della blanda capacità punitiva del nostro sistema, non abbia le mani nella marmellata.

A guardarsi in giro sembra che gli onesti siano non solo diventati una rarità ma, cosa più straordinaria, dei gonzi che non riescono a cogliere le opportunità che questo Paese offre a truffatori e manigoldi. Succede di tutto, dai diamanti alle speculazioni in Tanzania, dalle mutande verdi alle cravatte, ai viaggi di piacere e accompagnamenti vari con donnine ed escort, cene pantagrueliche, solo per citarne alcuni. Eppure il livello d’indignazione è oramai prossimo allo zero. Non facciamo più caso a tutto ciò. Se guardiamo programmi come Report non ci indigniamo. Veniamo a conoscenza che sono stati comprati e venduti palazzi con raddoppio di prezzo nel giro di qualche mese? Che esistono contratti di affitto tra pubblico e privato non rescindibili se non a prezzo di gravissime penali? Nulla ci spinge all’irritazione. Tutto questo è la dimostrazione della deriva morale che attraversa il Paese, di come false politiche ammantante di liberalismo hanno finito per allargare le maglie del malaffare. Politici, imprenditori, paladini dell’antimafia e dell’anticorruzione sono protagonisti di vicende che mai e poi mai avremmo immaginato qualche anno fa. Tutto questo impatta sul “sistema” Paese e quindi ricade sulle spalle di quei cittadini onesti e laboriosi che ogni giorno devono darsi da fare per sopravvivere. In mezzo a tutto questo disfacimento, di così alto profilo, trovano il terreno di coltura piccoli ma significativi episodi di vita quotidiana che inducono a porsi dei dubbi. Ma se è questo l’andazzo del Paese, dove la corsa alla mala gestione è inarrestabile, dunque chi mi garantisce che i servizi a cui oggi tutti facciamo ricorso siano trasparenti, chiari ed onesti? L’esempio è ancora una volta il conflitto d’interesse, quando due interessi confliggono qualcuno dovrebbe garantirne l’equanimità. Ma questo avviene? No, assolutamente no. Ecco perché, nei giorni scorsi, abbiamo parlato del conflitto d’interesse tra banche e clienti sollevato dalla Commissione Europea e oggetto di una specifica normativa. Qualcuno si è preoccupato di evidenziare “un problema” ma non “il vero problema”, che, come detto è lo stato attuale del nostro Paese, che desta molta preoccupazione, nonché l’onestà e la correttezza o, se vogliamo, la furbizia e la destrezza. Spiego meglio, alcuni anni addietro è stato svelato che una Banca (non sappiano se altre esercitavano comportamenti simili), pur di “abbellire”, arricchendolo, il proprio bilancio, addebitava ai clienti somme spesso inventate e non dovute. Furono scoperti, perché la loro voracità e l’arroganza tipica del sistema li ha spinti ben oltre i limiti della decenza e quindi condannati, ed anche per altro trovare ospitalità nelle patrie galere. Ma se la banca si fosse limitata ad addebitare ad ogni cliente appena 1 euro al mese, su diversi milioni di conti intrattenuti in tutto il Paese, quanto profitto illecito avrebbe fatto? Ma come si può far pagare 1 euro al mese senza farsi scoprire? Semplice, basta chiedere aiuto all’informatica e ci pensa l’elaboratore a sistemare il tutto.

Alcuni anni addietro questo accadeva tranquillamente senza che nessuno si accorgesse di nulla, oggi, perché questo avvenga, occorre la complicità di più soggetti, circostanza alquanto complicata ma non irrealizzabile.  Ovviamente stiamo parlando di cose al limite della realtà, ma non impossibili, quanti riclassificano il proprio conto corrente analizzando operazioni, valute, numeri debitori e calcolo degli interessi? NESSUNO, se non quando ci si rivolge ad un professionista per far causa alla banca per anatocismo e superamento del tasso di soglia usuraria. In quest’ultimo decennio le condanne sono state centinaia malgrado una coppia di furbetti (Tremonti e Berlusconi) abbiano fatto un regalo alle banche innalzando la soglia del tasso di usura. Delle banche ci fidiamo perché affidiamo loro i nostri averi ma forse è meglio controllare quello che fanno senza delega in bianco, d’altronde sono i nostri interessi.

Prossima puntata: “Chi controlla i contatori elettronici di energia elettrica e telefonia?”

 

 
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