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Caseificio Passalacqua

Governo, vendita forzata degli immobili dei morosi. Un favore a banche e speculatori. Se questo è un governo di sinistra!

Chi governa questo Paese deve avere un debole per le banche, dopo Berlusconi anche Renzi, e non è la prima volta che ci tenta, pensa a far loro un bel regalo!

Berlusconi (spalleggiato dalla Banca d’Italia) elevò l’asticella del tasso minimo usurario e consenti a tante banche di farla franca, infatti con il DL n. 70 del 13 maggio 2011, venne introdotto un nuovo metodo di calcolo che modificava quanto previsto dalla legge 108/96 “anti-usura”. Il decreto ha modificato la metodologia per il calcolo del tasso soglia, infatti la nuova modalità introdotta dal decreto, prevede che il calcolo si effettua prendendo i tassi effettivi globali medi (TEGM) rilevati dalla Banca d'Italia ogni 3 mesi, aumentandoli del 25% e aggiungendo altri 4 punti percentuali. Il tasso usurario così determinato non può essere più alto di 8 punti del tasso medio preso in considerazione. Il vecchio calcolo prevedeva solo l'aumento del 50% sui tassi effettivi globali medi.
Poi fu la volta di Renzi che cercò di riproporre come pratica ammissibile l’anatocismo, consistente nel calcolo degli interessi sugli interessi a debito dei clienti. Tentando di reintrodurla con il decreto n. 91/14 “Disposizioni urgenti per il rilancio e lo sviluppo delle imprese”, ironia della sorte, ma non ci riuscì. Adesso Renzi con la ministra Boschi, si proprio lei (sic!) ha tirato fuori dal cilindro uno straordinario regalo per le Banche.
Nel recepire la direttiva europea 2014/17, il cui obiettivo è aumentare le tutele per i consumatori nei contratti di credito immobiliare, il nostro Governo ha pensato bene di infilarci dentro una vera chicca: con l’atto del governo n. 256 inviato il 26 gennaio di quest’anno alle camere la ministra Boschi ha chiesto di dare il via libera ad alcune importanti modifiche del testo unico della Finanza. Quella che con le tutele non ci azzecca nulla è “l’esproprio immobiliare”, come? Semplicemente agevolando la vendita forzata degli immobili dei morosi con una procedura degna del peggior Paese. Nelle pieghe del decreto che vorrebbe elevare e miglior dignità il rango del cliente, come se i clienti fossero nella condizione di dettare le condizioni alle banche e non al contrario, con le modifiche annunciate, il cliente potrà scegliere con chi stipulare l’assicurazione. La banca è obbligata a presentare due preventivi ed il cliente può scegliere la compagnia, ma sarà la banca a decidere quali tipologie di polizze dovranno garantire il finanziamento. Altre modifiche riguardano la consulenza relativa ai finanziamenti, la certezza delle condizioni, ecc... . Quindi una direttiva che vorrebbe tutelare i clienti, grazie Europa, se non fosse che in Italia tutto assume un altro significato o, peggio, un altro fine, la Boschi e il suo entourage alzano l’ingegno e cercano di introdurre una norma il cui esito è l’opposto degli scopi della direttiva europea 2014/17. Infatti il provvedimento del governo italiano finisce per agevolare le banche rafforzando il loro potere attraverso la possibilità di esercitare la vendita forzosa degli immobili, la scusa: sostenere le norme che il governo ha varato in aiuto alle banche sui crediti in sofferenza. Per facilitare l’iter procedurale nel recupero dei crediti, il governo ha cancellato l’articolo 2744 del codice civile, che vieta il cosiddetto “patto commissorio” e cioè “il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore”. La cancellazione dell’articolo 2744 permette alle banche di detenere la proprietà dell’immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario sia in ritardo con il pagamento di 7 rate inizialmente previste dal governo che ora pare disponibile a portale a 18, anche non consecutive. Quindi la banca potrà mettere in vendita l’immobile, soddisfare le proprie pretese, in caso di eccedenza, la differenza sarà restituita al mutuatario, se invece l’importo incassato non sarà sufficiente a pagare il debito residuo il cliente rimarrà obbligato a pagare la differenza.
Il decreto nel cancellare il divieto di “patto commissorio”, dà quindi la possibilità alle banche di vendere gli immobili a qualsiasi prezzo a condizione che sia coerente alla stima effettuata “da un perito scelto dalle parti di comune accordo con una perizia successiva all’inadempimento”. Il risultato finale già lo conosciamo, come le banche potranno svendere gli immobili avuti in garanzia a prescindere dal loro effettivo valore.
Altra straordinaria trovata del governo è l’obbligo alle banche di adottare procedure per gestire il rapporto con “i consumatori in difficoltà nei pagamenti”. Di cosa si tratti di preciso non si sa, eccetto che ad occuparsene sarà la Banca d’Italia – i cui azionisti lo ricordiamo sono proprio le Banche-, i cui trascorsi sulla tutela dei consumatori sono i reiterati tentativi di reintrodurre l’anatocismo, di cui abbiamo parlato prima, le vicende riguardanti la Banca dell’Etruria, il Monte dei Paschi, la Banca delle Marche, le Casse di Risparmio di Ferrara, Loreto e Chieti e l’elenco potrebbe ancora continuare.
E’ evidente che chi pagherà il prezzo più caro sono le famiglie in difficoltà, che rischiano di veder aggiungere al danno anche la beffa, in un sistema la cui correttezza e trasparenza è ogni giorno sulla cronaca dei giornali, sarà ragionevole credere che non ci saranno furbi e furbetti che ne approfitteranno? Quante società immobiliari e quanti speculatori si tufferanno in quello che sarà l’affare del secolo? Alla faccia del conflitto d’interesse. Anche perché altra straordinarietà è la defiscalizzazione pressoché totale degli importi incassati dalle vendite forzose degli immobili, così come stabilito dall’art. 16 dal DL n. 18/2016 - Riforma delle banche - Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio (G.U. n. 37 del 15/2/2016): “Gli atti e i provvedimenti recanti il trasferimento della proprieta' o di diritti reali su beni immobili emessi nell'ambito di una procedura giudiziaria di espropriazione immobiliare di cui al libro III, titolo II, capo IV, del codice di procedura civile, ovvero di una procedura di vendita di cui all'articolo 107 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono assoggettati alle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna a condizione che l'acquirente dichiari che intende trasferirli entro due anni”.
Forse l’indignazione dovrebbe ritrovare la dignità di una volta e riconquistare la lotta. Se questo è un governo di sinistra fate Voi...
Robin Hood

 

 

 
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