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Salute. Sla: nuovo farmaco può rallentare la degenerazione motoria

Il primo dopo oltre vent’anni, Radicut, questo il nome commerciale dell’Edaravone, in grado di rallentare in maniera moderata la degenerazione motoria provocata dalla malattia. L’erogazione del farmaco sarà a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Messo a punto in Giappone per il trattamento degli ictus, è stato oggetto, negli anni, di ripetuti studi sulla sclerosi laterale amiotrofica. Dopo i primi risultati tutt'altro che incoraggianti, in alcuni casi non fu registrata alcuna differenza significativa tra i pazienti trattati con l’Edaravone e quelli trattati con il placebo, in altri, addirittura, si erano verificati importanti effetti collaterali, emerse la specificità del trattamento. Analizzando i dati, i ricercatori notarono che una determinata popolazione mostrava una risposta interessante al farmaco.
Concentrando le sperimentazioni su una determinata categoria, i ricercatori, come documentato da uno studio pubblicato a maggio sulla rivista scientifica The Lancet Neurology, sperimentarono che il Radicut induce un lieve rallentamento nel peggioramento dello stato funzionale in pazienti con specifiche caratteristiche: come la comparsa della malattia da non oltre due anni, una disabilità moderata e una buona funzionalità respiratoria. Questa è la tipologia di paziente cui lo specialista potrà prescrivere il Radicut.
In Italia le persone affette da Sla con queste caratteristiche si stimano essere poco più di 1500.
Ed è stato proprio l'impegno dei pazienti e della Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica
ad indurre l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) a dare il via libera all’erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale del Radicut.
La particolarità del trattamento, le somministrazioni avvengono per infusioni endovena giornaliere per due settimane consecutive e poi ad intervalli di due settimane, nonché le oggettive difficoltà di spostamento dei pazienti, hanno indotto a riconoscere il Radicut come farmaco di fascia H, le cui somministrazioni saranno pertanto limitate agli ospedali e alle strutture analoghe che saranno individuate dalle Regioni.

 
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