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Caseificio Passalacqua

Salute. Abbronzatura: un farmaco al posto del sole e zero rischi

E' iniziata la sperimentazione del farmaco che consente di abbronzarsi senza correre i rischi di far ammalare la pelle e sviluppare melanoma. Merito del Massachusetts General Hospital.

Abbronzarsi sì, ma con cautela. Medici, dermatologici, oncologi, sono tutti concordi nel raccomandare l'esposizione ai raggi solari nelle ore giuste, con il corretto filtro solare e di evitare scrupolosamente le scottature. Che diventano pelle ambrata per molti ma che rappresentano un rischio ben maggiore.
Da una sperimentazione dei ricercatori del Massachusetts General Hospital un farmaco che stimola la produzione di melanina e dona il tipico colorito sano alla pelle senza esporla al pericolo di cancro. Ed è proprio questa la sfida per Fisher e colleghi, colmare la mancanza di progressi contro il cancro della pelle. “Il nostro vero obiettivo è sviluppare una nuova strategia per proteggere la cute dalle radiazioni Uv e dal rischio di tumori – spiega Fisher - la produzione di melanina è associata a un ridotto rischio per tutte le forme neoplastiche della pelle".
Testato con successo su campioni di cute umana e sui topi, attualmente il prodotto è sperimentale ma promette di agire anche nelle persone con i capelli rossi. Dorarsi è quasi sempre un'utopia, si scottano e basta, rischiando più di tutti il melanoma e altre neoplasie cutanee.
"Non sarà un cosmetico - assicurano gli autori della sperimentazione- ma una possibile arma anticancro e anti-invecchiamento".
Fisher spiega alla Bbc online che “L'attivazione del pigmento è Uv-indipendente – e aggiunge - Al microscopio vediamo vera melanina”.
Nulla che abbia a che fare con le creme autoabbronzanti, i lettini solari, le pillole che aumentano la produzione di melanina e però hanno bisogno di luce Uv. Una delle ipotesi è proprio quella di abbinare il prodotto alle creme solari, così da ottenere lo schermo totale di massima protezione.

 
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