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Caseificio Passalacqua

Salute. Passeggiate lunghe e all'aperto possono rendere le persone più felici?

Un nuovo studio di ricercatori dell’Università di Innsbruck ha indagato su come un allenamento prolungato e meno intenso possa aumentare la soddisfazione e il piacere e quindi, potenzialmente, anche la partecipazione. All’aperto si sente meno la fatica e l’allenamento rende più soddisfatti e felici.

L'effetto da tapis roulant non è paragonabile ai benefici derivanti da una passeggiata in montagna: oltre a migliorare il tono dell'umore incide positivamente sulla salute e scongiura l'effetto noia. Soddisfatti e felici, così lo studio pubblicato, su PlosOne, descrive i partecipanti all'indagine: paragonando gli allenamenti outdoor e indoor, all’aperto si sente meno la fatica, anche con la frequenza cardiaca più alta.
Principale differenza: la noia che si allontana. Negli ultimi anni molti scienziati ed esperti di training hanno focalizzato l’attenzione su allenamenti brevi e intensi perché in questo modo si riduce la probabilità che chi si allena abbandoni l’attività fisica per questioni di tempo. Seppur soddisfatti per la brevità degli allenamenti, spesso viene meno lo stimolo a proseguire a causa della fatica indotta dall’intensità. Quindi i ricercatori austriaci si sono chiesti se fosse possibile praticare attività fisica ad impatto positivo sulla salute e allo stesso tempo migliorare anche l'umore.
Per scoprirlo i ricercatori hanno somministrato a 40 volontari sani, suddivisi tra uomini e donne,
una serie di dettagliati questionari sul loro stato d’animo e sui livelli di ansia, in quel momento e in generale. Successivamente ogni volontario ha eseguito diversi allenamenti prolungati. Il primo è stato un’escursione in montagna con una guida, prima della quale è stato nuovamente effettuato il test sull’umore. Poi i volontari hanno camminato in gruppi di 3-4 persone lungo un sentiero di montagna. A tutti è stato fornito un cardiofrequenzimetro che ha potuto rilevare che il loro ritmo era buono, per quanto non eccessivo, infatti durante il percorso, pur avendo una respirazione accelerata, potevano comunque conversare tra di loro. L’escursione è durata tre ore.
I risultati raccolti sono poi stati messi a confronto con il test della camminata sul tapis roulant in una palestra. Con una pendenza adeguata a simulare l’escursione in salita per la prima metà dell’allenamento e con un passo più lento nella seconda parte, dal momento che non era possibile simulare gli aspetti negativi della mancanza di fiato e dell'affaticamento tipici dell’altitudine. Posizionati uno accanto all'altro, i volontari sono stati incoraggiati a chiacchierare tra di loro. Per ultima e terza tappa i volontari sono rimasti seduti in una sala dell’Università per circa tre ore, liberi di chiacchierare, navigare su internet, leggere. Alla fine di ogni giornata i volontari dovevano compilare i questionari sui loro stati d’animo.
Le conclusioni tratte: l’escursione in montagna si è rivelata, oggettivamente, il più faticoso degli allenamenti, ma quasi tutti i partecipanti hanno riferito di avere sentito meno fatica camminando all'aria aperta rispetto al tapis roulant. Inoltre l’umore è stato notevolmente migliorato dopo il trekking rispetto alla camminata su tapis roulant che si aggiudica comunque un secondo posto. Fanalino di coda la prova da seduti, in sostanza camminare è stato più piacevole che non farlo, ma la gita in montagna, la possibilità di osservare i panorami, di ascoltare i suoni e sentire gli odori del bosco ha avuto effetti positivi anche sull’umore. Gli autori dello studio, consapevoli che oggi la percentuale di chi vive in campagna o sulle Alpi è inferiore alla popolazione delle città, suggeriscono di approfittare di ferie e week-end per godere dei benefici della camminata all'aperto.

 
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