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Salute. Come difendersi dalle allergie causate dalle punture di vespe, api e calabroni

Le più frequenti cause di reazioni allergiche sono proprio le punture di vespe, api e calabroni. Essere a conoscenza delle differenze fra una normale reazione ad una puntura di insetto e una vera e propria reazione allergica fa la differenza fra la vita e la morte. Federasma e allergie Onlus promuovono la campagna Punto nel vivo, attraverso una pagina Facebook del materiale informativo nei Pronto soccorso, nuove raccomandazioni per i medici e l'attivazione di una rete di esperti.

La prima edizione della campagna d'informazione Punto nel Vivo inizia a maggio e ha come obiettivo quello di divulgare al pubblico l'esistenza, le caratteristiche e le terapie riguardo le reazioni allergiche da punture di imenotteri. Questo gruppo degli imenotteri comprende oltre 100.000 specie d'insetti, tra i quali, i più noti e comuni le api, le vespe e i calabroni.

 La coordinatrice di Punto nel Vivo e specialista in Allergologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, la dottoressa  Maria Beatrice Bilò dichiara che “in Italia sono oltre 5 milioni le persone che ogni anno vengono punte, e si stima che da 1 a 8 su 100 persone sviluppi una reazione allergica senza conoscerne le conseguenze. L'allergia al veleno di api, vespe e calabroni può provocare reazioni localizzate (dal 2,4% al 26%) o severe reazioni sistemiche (dall'1% al 8,9%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicarsi fino alla morte, con circa 10 casi all'anno accertati in Italia."

La campagna Punto nel vivo  si è dotata di una serie di azioni e strumenti di comunicazione, a partire da Facebook, grande bacino di utilizzatori e semplice e fruibile canale di comunicazione, fino ad arrivare all'informazione e formazione di tutti i professionisti della salute che sono coinvolti nel percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti allergici a veleno di imenotteri.

Facebook.com/puntonelvivo  sarà il luogo virtuale dove gli utenti potranno trovare informazioni semplici e pratiche per conoscere gli imenotteri, distinguere una reazione normale da una reazione allergica, valutarne la gravità, comprendere quando è necessario avere a disposizione e come utilizzare l'adrenalina autoiniettabile, presidio salvavita, e conoscere le indicazioni ad eseguire l'immunoterapia allergene specifica (AIT), unica terapia in grado di 'curare' questa allergia.

In oltre 150 pronto soccorso italiani verranno capillarmente diffusi, per tutta la durata della stagione stiva, opuscoli informativi sulla allergia al veleno di imenotteri con l'intento di facilitare la conoscenza del giusto percorso diagnostico e terapeutico. " Il 34% di tutte le reazioni allergiche più gravi che arrivano al Pronto Soccorso – dichiara la Dottoressa Donatella Bignardi, specialista in Allergologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova – una quota considerevole è causata dal veleno di imenotteri".

Gli esperti hanno realizzato un vademecum per i medici di medicina generale che si trovano di fronte un paziente con reazione allergica da veleno di imenotteri. Questa è la figura medica che può indirizzare il paziente verso il giusto percorso sia diagnostico che terapeutico.

E’ più frequente di quanto non si creda confondere una normale reazione a una puntura con una reazione allergica, per questo è importante imparare a riconoscere la differenza grazie al supporto dell'allergologo. Nel caso di una vera reazione allergica, lo specialista valuterà di caso in caso la necessità di munire il paziente con il presidio salvavita della adrenalina autoiniettabile e di iniziare l'immunoterapia allergene specifica (AIT) in grado di curare questa allergia.

 
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