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Caseificio Passalacqua

La Storia di Radiopal

 

La storia di Radiopal

L’idea è nata il giorno di ferragosto del 1975, sullo sfondo la bianca spiaggia di Sciacca e sul tavolo un invitante piatto di calamari e gamberi. Seduti attorno a quel tavolo due dei quattro fratelli Ferreri: Gaetano di ventitré anni e Giannantonio di ventuno in compagnia della moglie Mary, parlando del loro futuro, si scambiavano opinioni su come inventare qualcosa di nuovo, originale, prorompente.

Gaetano, scenografo ma precario direttore artistico di una discoteca, aveva lasciato la Sicilia per formarsi a Firenze e Roma e per viaggiare tra l’India, l’Australia e il Nepal. Giannantonio lavorava in banca e da poco sposato.

In quella occasione Giannantonio ricordò l’articolo apparso la settimana prima sull’Espresso nel quale si parlava del sequestro di Radio Bra Onde Rosse, una delle prime “radio libere” alternative che trasmetteva in provincia di Varese e, quando l’Escopost, la polizia postale, né sigillò gli impianti la faccenda ebbe un enorme eco e risalto al punto da coinvolgere personaggi come Dario Fo e Franca Rame i quali si mobilitarono per solidarizzare con l’emittente varesina. Poteva essere questa un'idea straordinaria. Perchè non provarci? Sarebbe stata una intuizione esplosiva oppure una goliardica avventura?

Chi avrebbe mai detto che una storia, come tante altre disseminate lungo lo stivale avrebbe contribuito a determinare una svolta epocale nel mondo della comunicazione, dei mass media e della libera espressione. Di certo si trattava di una intuizione pervasa da innovazione, mistero, trasgressione e rottura degli schemi. Innegabilmente un ruolo importante in tutta questa storia ha avuto l’indole propria dei suoi protagonisti. I quattro fratelli Ferreri, all’epoca di età compresa tra i diciotto ed i ventitré anni, cresciuti in una famiglia che nei primi cinquanta anni del millenovecento aveva vissuto le novità, le sfide legate alle incognite dell’innovazione con spirito intraprendente, animo aperto e desiderio di osare, hanno vissuto e continuano a vivere le esperienze della vita e di lavoro con un sempre crescente spirito innovativo e con l’audacia propria dei temerari e dei pionieri.

 

Dall’idea alla realizzazione.

Nessuno in quegli anni aveva esperienza in merito, il monopolio era detenuto dalla RAI, non esisteva un “mercato” delle apparecchiature. Anche il personale tecnico era una esclusiva dell’ente di Stato, quelli delle “radio libere” dovevano improvvisare affidandosi a tecnici nati al momento oppure ai consigli disinteressati da di qualche amico che lavorava in RAI. Come si costruisce una Radio? Come e dove si trovano le apparecchiature necessarie?

Era difficile rispondere a queste domande, non esistevano negozi specializzati dove trovare apparecchiature specifiche, si doveva far ricorso alla fantasia creativa per costruire uno studio radiofonico cercando di non commettere errori.

Come organizzare i programmi? Quali e quanti i collaboratori? Quali le autorizzazioni necessarie? Quanto sarebbe costato tutto questo? Dove sarebbe stato meglio ubicarsi?

Un’iniziativa del genere meritava un palcoscenico adeguato e capace di garantire un ampio bacino di ascolto, una realtà più importante, ecco perchè è stata scelta  Palermo, dove tra l'altro  le radio libere non erano ancora arrivate. Una scelta ambiziosa spostarsi a oltre centocinquanta chilometri dalla sicurezza familiare e dalla tranquillità domestica, che il loro paese, Canicattì, avrebbe potuto garantire. Ma l’idea era grande e valeva la pena rischiare.

Adesso occorreva reperire il necessario per dare vita al tutto: quali risorse finanziare impegnare? Dove installare la radio e le antenne? Come costruire uno studio radiofonico?

Per il finanziamento furono utilizzate risorse familiari, per scegliere l’allocazione della radio fecero ricorso ai consigli di un tecnico della Rai che suggerì come posto strategico Baida, località tra Palermo e Monreale e lì i giovani Ferreri presero in affitto una bellissima villa di inizio novecento, una di quelle splendide ville baronali, immersa nel verde tra aranci, limoni e alberi di nespole, al numero 104 di via F. Baracca. La radio occupava il cosiddetto “piano nobile” posto al primo piano della villa.

Nel salone di rappresentanza, molto grande, fu costruita una parete in legno e venne ricavato lo studio di trasmissione e la redazione, il tutto occupava circa 80 metri quadri, due camere vennero adibite ad archivio, magazzino e deposito attrezzature, altre tre camere e la grande cucina fungevano da foresteria e furono utilizzate per ospitare quanti vi lavoravano, un ultimo grande ambiente fu adibito a sala da pranzo.

Trovare il direttore responsabile risultò abbastanza facile, grazie ai rapporti personali ed alla loro storia politica fu semplice per i giovani Ferreri avere e spendere credito presso la redazione del quotidiano L’Ora. Era il giornale di Gabriello Montemagno, Mauro De Mauro,  Marcello Cimino, giusto per elencarne alcuni.

Fu proprio Marcello Cimino a suggerire il nome di quello che alla fine divenne il Direttore Responsabile della testata RADIOPAL: Angelo Arisco.

Arisco era uno dei cronisti “anziani” de L’Ora, era stato il braccio destro di Mauro De Mauro fino alla sua tragica scomparsa nel nulla.

Lo staff della radio era composto da quattro persone occupate a tempo pieno, Gaetano ed Ezio Ferreri, Gianni Falsettini e Gabriele Lorenzini, a questi si aggiungeva una infinità di “collaboratori” che a turno prestavano gratuitamente la loro opera nei vari settori, musica, spettacolo, intrattenimento, cultura, arte, informazione.

Mettere insieme il tutto durò alcuni mesi. L’assemblaggio, la realizzazione e le prove di trasmissione. Le trasmissioni “ufficiali” con tanto di palinsesto pubblicato, ebbero inizio 10 Febbraio 1976, l’evento fu annunciato in prima pagina dal giornale L’Ora. Il dado era tratto, l’avventura aveva avuto inizio, anche Palermo aveva la sua prima “radio libera”.

Le trasmissioni iniziavano alle 8 e 30 del mattino e finivano a mezzanotte. Erano principalmente di musica e organizzate per specializzazione.

La radio trasmetteva anche rubriche di gastronomia, di pittura, di inchiesta sociale e informazione.

RADIOPAL fu costretta sospendere le trasmissioni, a metà del 1976 dopo una ispezione dell’Ecospost vennero sigillati gli impianti, ma solo per qualche giorno, perché bastò comprare un nuovo trasmettitore per ridare voce alla radio!

A metà del 1976 RADIOPAL ampliava i propri orizzonti operativi iniziando a trasmettere da Canicattì come RADIOPA2 sui 103,775 megahertz, in modulazione di frequenza stereo. Nei primi giorni del mese di giugno del 1976 RadioPal2 iniziò le proprie trasmissioni mandando in onda la radiocronaca in diretta dallo stadio de La Favorita di Palermo dell’incontro di calcio Canicattì VS Mazara Del Vallo valevole quale spareggio per la promozione in serie C, radiocronista d’eccezione l’attore Gigi Burruano.

Inconsapevolmente era nato il primo accenno di network. RADIOPAL era l’unica radio privata che trasmetteva da due diverse emittenze programmazioni differenti con due diverse redazioni e non attraverso l’ausilio di un ponte ripetitore ma con due distinte ed autonome stazioni, dando così l’idea di un piccolo antesignano network. Non un consorzio come avrebbe fatto in futuro Radio Popolare.

Le due emittenti, pur essendo espressione della stessa identica proprietà, ebbero sorti diametralmente opposte, RADIOPAL101 si barcamenava tra le difficoltà economiche determinate da una gestione impegnativa e sovradimensionata, i costi delle utenze, gli stipendi, il pagamento dell’affitto che erano scarsamente compensati dagli introiti pubblicitari; RADIOPAL2 invece a cui prestavano le proprie attenzioni Giannantonio e Maurizio Ferreri ebbe un eclatante successo di pubblico essendo stata la prima radio del circondario, ma ancor più un enorme successo economico tale da garantire, fino alla chiusura di RADIOPAL101, la sopravvivenza di entrambe le radio.

Ma seppur modesto l’ambito dove RADIOPAL2 operava, l’impegno profuso dai Fratelli Ferreri, forse per riscattarsi dalle delusioni collezionate nella sede palermitana, era tale che riuscirono a trasmettere un grande entusiasmo capace non solo di creare ascolti da capogiro, ma fare anche in modo che gente comune potesse esprimere la propria creatività attraverso la partecipazione volontaria e non retribuita nella messa in onda dei programmi di RADIOPAL.

 

I protagonisti di Radiopal101

Gaetano, Giannantonio, Ezio e Maurizio Ferreri i fondatori, inoltre da Radiopal Palermo “passarono”, tra gli altri: Aurelio Angelini, Marianna Bartoccelli, Gianni Maniscalco Basile, Daniele Billitteri, Antonio Calabrò, Fabio Caronna, Antonio Casalino, Giuseppe Collisani, Massimo Coraci, Giuseppe Crapanzano, Giacinto Di Bernardo, Giuseppe Di Piazza, Gianni Di Pisa, Gianni Falsettini, Toti Garraffa, Francesco Giambrone, Wally Giordano, Eddy Governale, Giuseppe Leopizzi, Gabriele Lorenzini, Alfonso Leto, Attilio Megna, Salvo Pitruzzella, Gigi Razete, Gianni Riotta, Sandro Rotelli, Enrico Stassi, Mario Tiralongo e tanti altri.

 

I programmi di Radiopal101

RADIOPAL pur avendo un palinsesto, non aveva una struttura fissa e determinata. Alcune delle trasmissioni nascevano sul momento, altre venivano organizzate, scritte e preparate prima. Il tutto avveniva in base alle possibilità ed ai mezzi a disposizioni di quei giovani ventenni. Fabio Caronna, farmacista e critico musicale al Giornale di Sicilia, a RADIOPAL ha curato vari programmi, da quello mattutino che comprendeva anche le dediche, fino a quello serale dal titolo “Alla ricerca del suono perduto” esclusivamente musicale. Eddy Governale, inventava storie sulle musiche che trasmetteva, medievali se utilizzava brani celtici o anni trenta se suonava jazz. Erano storie assolutamente improvvisate sul momento. Con Gianni Falsettini creavano dei personaggi sulla falsa riga di Alto Gradimento, programma della RAI condotto da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, producendo un effetto di intrattenimento simpatico e riuscito. Al mattino Gianni Falsettini curava la rubrica di cucina, mentre trasmetteva musica leggeva le ricette culinarie del libro Artusi. Ma RADIOPAL era anche ironia e divertimento e l’esempio è dato da un simpatico aneddoto che ha coinvolto un gruppo allora leader nel suo genere. Dopo l’evento Pink Floyd at Pompei, Gabriele Lorenzini che parlava benissimo l’inglese, inventò una finta intervista a dei finti Pink Floyd con l’aiuto di Ralph Towner, batterista degli Oregon. Inscenarono che il mitico gruppo fosse sceso a Puntaraisi, aeroporto di Palermo, per una breve intervista e che dopo sarebbe ripartito alla volta di Tunisi per un impegno discografico. “Radio in Folle”, curato da Antonio Casalino e Ninni Truden, proprio come una macchina in folle, procedeva a ruota libera. Questo programma andava in onda in concorrenza con Alto Gradimento, programma RAI. Giuseppe Di Piazza, conduceva il programma che si chiamava "La bandiera", "programma patriottico di musica italiana". Di Piazza conduceva di sera qualche diretta dallo studio di Radiopal con gruppi musicali palermitani.

Il palinsesto era più organizzato nel pomeriggio con i programmi di Fabio Caronna, di Gianni Di Pisa o di Francesco Giambrone sulla musica classica. Nella programmazione serale, quando normalmente la gente era presa dalla televisione, a RADIOPAL si trasmettevano concerti dal vivo, si ricorda quello di Giuseppe Leopizzi che, accompagnato dal suo gruppo, suonava musica celtica. In questa iniziativa sono stati coinvolti anche artisti di passaggio come Ralph Tower, batterista degli Oregon, che ha suonato un paio di sere, Franco Battiato o Il Canzoniere del Lazio che allora era un grande complesso folk.

Giuseppe Leopizzi curava un programma mattutino con Salvo Pitruzzella, raccontavano favole con basi musicali che sarebbero state improponibili in altre sedi. Gruppi in chiave monografica venivano presentati invece durante il programma “Push Push”, curato da quattro ragazzi che si recavano puntualmente a RADIOPAL per i loro appuntamenti settimanali, con molto impegno e competenza.

Francesco Giambrone e Giacinto di Bernardo che affiancavano musica classica al rock inglese nella loro striscia notturna chiamata “Dream Up”, avevano come concorrente diretto il film RAI del lunedì sera. Gianni Di Pisa conduceva due programmi. Uno andava in onda durante l’intervallo del pranzo, il secondo andava in onda durante la notte di RADIOPAL. Era una trasmissione di atmosfere con musiche adeguate. Durante il programma telefonavano gli ascoltatori, alcuni richiedevano dediche, altri partecipavano al dibattito sulla cronaca del giorno o su un fatto di attualità, altri erano talmente assidui nelle telefonate che si instaurava un vero e proprio rapporto di amicizia e spesso si trattava di persone che lavoravano la notte e cercavano in RADIOPAL una amichevole compagnia.

Negli studi e ai microfoni di RADIOPAL non sono mancati ospiti di tutto riguardo, oltre agli artisti sopra citati anche personaggi della politica del calibro di Adriano Sofri, Lucio Magri, Marco Pannella, per citarne alcuni, sono passati negli studi e ai microfoni di RADIOPAL. Altri acconsentivano a rilasciare interviste dopo un loro spettacolo al Teatro Biondo di Palermo, come Carmelo Bene e Mario Merola. RADIOPAL aveva il privilegio dell’acceso dietro le quinte perché veniva riconosciuta per le sue qualità e lo spessore culturale che la contraddistingueva.

La creazione della notizia e del radiogiornale passava attraverso questi step, il giornalista telefonava in radio per comunicare agli estensori le notizie e gli estensori le mettevano per iscritto sotto la direzione di Angelo Arisco. La scrittura delle notizie radiofoniche è stata una rivoluzione semantica per chi era sempre stato abituato a scrivere articoli lunghi. In radio può sussistere solo la brevità e il giornalista deve rinunciare all’incipit affascinante, l’incisività della notizia prende forma solo nei toni. La notizia è di per sé un’informazione ma con l’essenzialità, parla solo la parola e non è supportata da immagini o aiuti visivi e si appoggia soltanto ad altri tipi di enfasi. L’unico espediente di cui la radio poteva avvalersi era l’attesa, un modo di dire come “ora vi diamo una notizia ma collegatevi più tardi perché vi daremo il seguito” crea quell’aspettativa che porterà l’ascoltatore ad aspettare quel seguito. A differenza del lettore della carta stampata che potrà soddisfare solo l’indomani la sua curiosità o il suo interesse, l’ascoltatore radiofonico potrà conoscere il seguito in un intervallo di tempo assai ridotto. Con semplicità, con bravi giornalisti alla ricerca di notizie e informazioni e con qualche trucco, anche RADIOPAL offriva il suo appuntamento di tutto rispetto con l’informazione.

 

Radiopal2

A differenza di RADIOPAL101 che disponeva di una sede di circa trecento metri quadri, RADIOPAL2, meglio conosciuta dal pubblico come Radiopal104, iniziò le sue programmazioni in un abbaino di tre metri per quattro. Le trasmissioni iniziavano alle otto del mattino e terminavano a mezzanotte. I programmi erano prevalentemente di musica e di intrattenimento, anche in questo caso potremmo parlare di una radio alternativa e libera, libera al punto di poter dire di essere stata una delle primissime se non la prima radio a mandare in onda un programma condotto ed ideato da un transgender.

 

I protagonisti di Radiopal2

Diretta da Giannantonio e Maurizio Ferreri con l’attenta supervisione della loro mamma Maria Gallo, Radiopal104 vide passare davanti ai suoi microfoni tanti collaboratori, tra essi ricordiamo: Carmela e Salvatore Benfante, Giuseppe Cacciato, Salvatore Cacciatore, Roberto Cammalleri, Alessandro Cappadona, Giuseppe Cassaro, Giuseppe Castellano, Pinuccia Castiglia, Roberto Catanese, Monica Cianciolo, Jo Corbo, Esmeralda Curto, Miriam Daddeo, Lillo De Francisci, Silvano e Camillo De Luca, Lillo Fantucchio, Maria Gioia, Pino Greco, Enzo Grifo, Antonio Guagenti, Enzo Furia, Salvatore Gruttadauria, Gero La Vecchia, Vincenzo Leone, Elio Li Calzi, Giuseppe Lombardo, Rita Maira, Nino Maira, Giovanna Massaro, Giovanna Mulone, Vittorio Mura, Gaetano Paci, Silvana Palumbo, Giuseppe Pelonero, Luigi Piccirilli, Gaetano Restivo, Salvatore Russo, Antonio e Vincenzo Sena, Antonio Vaccaro e tanti altri.

 

I programmi di Radiopal2

La mattina, dopo il notiziario delle otto seguiva un programma di musica leggera con rassegna stampa dei quotidiani locali curato da Maurizio Ferreri. Alle dieci veniva trasmesso un programma di intrattenimento organizzato sulla partecipazione attiva degli ascoltatori che erano sollecitati ad intervenire in diretta su argomenti di attualità, cronaca, cucina e tanto altro, spesso erano gli stessi ascoltatori a condurre telefonicamente la trasmissione poiché molto amichevole era l’atmosfera creata dai conduttori, Alessandro Cappadona, Silvano De Luca e Vittorio Mura.

Alle quattordici andava in onda la seconda edizione del notiziario. Il palinsesto pomeridiano prevedeva programmi di musica leggera a richiesta, programmi di musica classica condotti da Giovanna e Giuseppe Cacciato, musica napoletana d’autore, curata da Vincenzo Leone, una rubrica di musica commerciale, intitolata “Super Clice” condotta da Salvatore Russo, un programma che si occupava di inchieste giornalistiche condotto da Vincenzo Sena, un programma comico intitolato “Il Buco”, condotto da Gero La Vecchia e Roberto Cammilleri , un altro programma comico da Gaetano Paci e Nino Maira, un programma di satira in cui i due conduttori, Pino Greco e Maurizio Ferreri, prendevano in giro con imitazioni i politici e i personaggi locali, un   programma di musica rock, “Galax” condotto da Giuseppe Pelonero. Jo Corbo e Peppe Cassaro si alternavano ai microfoni di RADIOPAL2 con programmi da discoteca. Giovanna Massaro, diventata famosa per le sue partecipazioni alla Corrida di Corrado e Gerry Scotti ed alla trasmissione amici della De Filippi, conduceva un programma di musica soft.

La domenica mattina solitamente era dedicata alle trasmissioni in diretta che ospitavano politici, sindacalisti o artisti che si esibivano in studio. La redazione sportiva, curata da Giannantonio Ferreri, che ne era il responsabile, coadiuvato da Giuseppe Lombardo, Peppe Cacciato, Maurizio Ferreri, Vittorio Mura, Roberto Catanese, Antonio Guagenti ed altri, mandava in onda una trasmissione che prevedeva il collegamento telefonico, in diretta minuto per minuto, con gli stadi dove la squadra locale affrontava le sue avversarie.

RADIOPAL101 continuò le sue trasmissioni fino ai primi del 1977, mentre RADIOPAL2 cresceva e si sviluppava. Gli impianti di Palermo furono smontati e trasferiti a Canicattì, dove nel frattempo la Sede della radio si era dotata di ampi e più confortevoli studi, il trasmettitore venne ceduto così come la frequenza occupata fino a quel momento a Radio City, i due collaboratori fiorentini rientrarono a casa, i Gaetano ed Ezio Ferreri si trasferirono a Canicattì aiutando e sostenendo lo sviluppo di RADIOPAL2. La vita della radio era un continuo fermento di idee, proposte e partecipazione, a marzo, nacque Monica la prima figlia di Giannantonio che subito divenne la mascotte della radio e che nel 2005 ha vissuto l’affascinante esperienza di rivivere e ripercorrere questi passi nella sua tesi di laurea dedicata proprio a Radiopal, come esempio di radio libera in Sicilia e in Italia.

Il sogno del network era finito, i Fratelli Ferreri cedettero la Radio, che continuò fino a quando un network nazionale non ne acquisì nel 1999 le frequenze e gli impianti. Oggi con nuove tecnologie, risorse ed idee riparte la storia di RADIOPAL.

Ancora una volta per una spiccata propensione alle sfide e all’innovazione.

Perché RADIOPAL ha spento le sue frequenze ma non ha mai spento le sue idee.

 
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